La ragazza era seduta sulla panchina all'ingresso di un enorme cancello in ferro battuto. I lunghi capelli neri le ricadevano sulle guance appena rosate e spaesata osservava quel fiume di studenti entrare nel ampio giardino al di la del cancello. Abbigliamento semplice il suo jeans attillati stretti, scarpe da ginnastica e maglietta bianca e nera a righe. In fianco a lei il suo fedele zainetto di pelle nera.
No, non era ancora pronta per varcare la soglia, quindi se ne stava li seduta su quella panchina di legno logora e piena di scritte, di qualsiasi genere. Quella panchina dove spesso aspettava che la madre venisse a prenderla finito il lavoro, quella panchina dove aspettava le amiche finite le lezioni o quando arriva per prima la mattina. E' su una di quelle scritte che si sofferma il suo sguardo, fino ad allora non l'aveva mai notata, infatti in una calligrafia che si potrebbe dire di altri tempi vi era scritto Anira io so chi sei..Sorpresa prese il cellulare dalla tasca dello zaino e vi scattò una foto. Probabilmente era riferito a qualche altra ragazza con il suo stesso nome, un nome così particolare che fino ad allora era certa essere l'unica ad averlo. Ma nella vita non si sa mai. Fatta la foto di fretta si alza e così facendo lo sguardo ricade su di una figura nei pressi di un albero all'interno del giardino..la sta fissando..peccato che lei non sappia chi sia..